L’arrivo dell’equinozio d’autunno

Domenica prossima sarà l’equinozio d’autunno: il 23 settembre, prima dell’alba, finirà l’estate. Apparentemente non sembra si stia andando verso l’autunno, in questi giorni di caldo, temperature molto alte e giornate particolarmente soleggiate. Un’estate prolungata che non si sente minacciata dal cambiamento astronomico determinato dall’equinozio, un evento importante che segna un cambio radicale nelle giornate d’ora in avanti. Infatti il sole sorge più tardi e tramonta prima, limitando le ore di luce che illuminano la nostra vita. In autunno il giorno e la notte hanno la stessa durata, poi le giornate si faranno sempre più corte, fino al solstizio d’inverno, intorno a Natale, quando un altro importante evento astronomico cambierà il moto planetario. L’equinozio d’autunno è anche una ricorrenza simbolica e religiosa: celebra i raccolti delle principali colture prima dell’avvento dell’inverno e del buio. San Matteo Evangelista, il 21 settembre, segna la fine della stagione estiva e l’arrivo del cattivo tempo ma anche il momento in cui si terminano le vendemmie, si raccolgono i fichi, le pannocchie di mais, i primi funghi, e ci si prepara per una nuova fase dell’anno. Il mondo contadino è scandito dai ritmi della terra, anche in quest’epoca tecnologica dall’urbanizzazione inarrestabile e dalla velocità eccessiva.

Seguire i ritmi della natura che rallentano, man mano che i colori cambiano e la luce muta, può essere un modo per rispettare anche i ritmi del nostro corpo e della nostra mente, trascurati dalla frenesia di esistenze portate al limite. La mancanza di tempo da dedicare a se stessi risulta essere il problema principale, tra impegni e incombenze infinite che una società burocratica e iniqua impongono; un modo per aggirare questa inevitabile difficoltà può essere quella di fare l’impossibile per tenersi liberi i fine settimana. Non è l’esercizio più facile del mondo, me ne rendo conto, occorre avere predisposizioni da equilibristi, però se ci si riesce la qualità della vita cambia notevolmente. Niente centri commerciali o negozi vari nei weekend, nessuna attività da farsi al chiuso, almeno fino a quando la fine dell’estate e l’inizio di un autunno come questo lo consentono. Questa è la stagione ideale per camminare nella natura, in montagna, fare delle soste al lago, osservare senza alcuna fretta gli animali selvatici, stare in solitudine in mezzo all’erba che cambia repentinamente colore o nei sentieri boschivi dove i rumori della natura, lievi e sublimi, ci riportano a quella spiritualità dimenticata. 

Trovare l’attimo giusto e la luce ideale per leggere all’aperto, per sostare su una roccia che emerge dalla terra, per fermarsi ad osservare il cielo mutevole di questo magico cambio di stagione. Poi, esplorando i campi ed i prati che abbondano tra il Friuli e l’Istria, per chi vive a Trieste o nei dintorni, ci si può imbattere in antichi castelli che appaiono come fantasmi in mezzo ai boschi, sorprendendoci con la loro bellezza. 

Infine i tramonti, soffusi e malinconici, alla fine di una giornata di quiete dedicata a noi e ai nostri cari, che riportano lo spirito nella sua casa naturale, quell’immensità imperscrutabile che possiamo solo contemplare senza avere l’arroganza di voler capire.

L’equinozio ci induce alla calma, alla riflessione, a momenti di solitudine alternati ad attimi da condividere in famiglia, senza frenesie. La quiete durerà un giorno o due, avrà però il potere di quietarci l’anima e di prepararci per il lungo inverno a venire.

 

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