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Gabriella Chmet

 

Luglio colora il sole di miele, i campi di verde e malva. La brezza sfiora le fronde, accarezza i vigneti, si perde nei vicoli dei borghi abbacinati. L’estate s’inonda nell’aria, tra pianure e pietre dei dossi, danza vivace tra i cipressi e le siepi fiorite. L’anno passa alla sua seconda metà attraverso il cancello del sole, della luce, delle lunghe ore diurne che tengono lontana la notte. La bellezza matura e muta i fiori in frutti, metafora della vita che cambia e del tempo che tutto trasforma. Malinconico luglio che col tuo bacio infuocato rimandi la mente a lidi lontani.

Giugno, il mese dei prati verdi e delle rose, dei giorni lunghi e del grano d’oro, dei papaveri come gocce rosse nei campi e della brezza che si fa più calda. Sono ritornata nell’amata Carnia dopo mesi, accolta dalle Alpi e da quel verde intenso, inebriante che è la natura di montagna. Ad inizio estate la vita esplode in tutta la sua forza nei vorticosi corsi dell’acqua, nel cielo nuvoloso che promette tempesta, nei pini alti che s’impongono allo sguardo, nelle strade tortuose circondate da erbe e colori. Amo la folle terra dei miei avi materni, con tutte le sue contraddizioni e rigidità, con quella bellezza essenziale che profuma di eternità.

 

Il bel tempo di maggio allunga le serate e la luna è un caldo lume che rischiara il cielo. Lungo le strade di campagna l’erba verde colora di vita il mondo e il profumo di lillà fa innamorare il cuore. Nella solitudine delle nostre case guardiamo la bella stagione avanzare con il caldo che si insinua tra porte e finestre; una nuova luce inonda i sentieri bui dell’anima e germogliano speranze, sogni e desideri di vita.

 

Aprile è il mese più crudele, genera

lillà dalla terra morta, mescola

memoria e desiderio, stimola

le sopite radici con la pioggia di primavera.

T.S. Eliot

Ed è un aprile anomalo questo, trascorso tra le mura di casa, lontano da molti affetti, in un isolamento cupo la cui fine è incerta. Il verde è impresso nella memoria, nei ricordi di alberi possenti, di felci rigogliose, del sottobosco in mutamento, di una parte della vita che se ne va e di una giovinezza fugace che appare lontana. Torneranno a fiorire gli iris, i gigli e le rose, la pelle riprenderà colore e la vita scorrerà di nuovo nelle vene. Intanto il silenzio inonda il mondo e noi dobbiamo imparare ad ascoltare.

 

Marzo, il mese dei contrasti e della rinascita della natura. Il momento delle primule è diventato quello delle violette, dei giacinti e dei narcisi, in questo clima folle che cambia la vita repentinamente. Una famosa citazione risuona nella mia mente come mai prima d’ora: “La primavera è tornata, il sole ha abbracciato la terra. Presto vedremo i figli del loro amore. Ogni seme, ogni animale si è svegliato. Anche noi siamo stati generati da questa grande forza. Per questo crediamo che anche gli altri uomini e i nostri fratelli animali abbiano il nostro stesso diritto a vivere su questa terra” (Toro Seduto). Il pensiero di un uomo che vedeva l’annientamento del suo mondo, la sostituzione del suo credo, la fine delle sue tradizioni è quanto mai attuale. Tanto abbiamo da imparare noi arroganti e presuntuosi schiavi tecnologici, atei e miscredenti etnocentrici; molto abbiamo da ricercare dentro di noi e della nostra malconcia civiltà, se vogliamo sopravvivere.

 

Il sole di febbraio si insinua nei rami e tinge i germogli e gonfia le foglie che sono dentro (William Cullen Bryant). Ecco i versi che riecheggiano nelle miti giornate di questo insolito febbraio, ideali per una passeggiata in riva al mare come se fosse primavera, oppure alla finestra in una giornata piovosa, come se fosse autunno. Il mese delle purificazioni dei Romani, dei giorni freddi della Candelora per i Cristiani, sono ricordi lontani ai tempi del mutamento climatico. Eppure, nell’aria si respirano i miti antichi, le tradizioni, le usanze che si perdono nella storia e creano un legame con ciò che eravamo. L’anno è giovane e tutto può essere ancora fatto, disfatto o anche solo immaginato.

 

L’inizio dell’anno ci ricorda un vecchio adagio: chi semina a gennaio, raccoglie tutto l’anno. Intendendo con ciò la necessità di preparare bene il terreno nel momento dell’assopimento invernale, predisponendolo al fulgore primaverile. Allo stesso modo tutti noi abbiamo la possibilità di sintonizzarci con i ritmi della natura e le forze che si celano sotto al gelo. Auguro a tutti voi, cari lettori, che questo 2020 e l’inizio del nuovo decennio, vi facciano rafforzare i legami con la vostra storia e le vostre radici, nella prospettiva di un futuro degno di tale nome.

 

Dicembre, il decimo mese del calendario romano, il dodicesimo di quello giuliano: la fine dell’anno e l’inizio di nuove aspettative per il futuro. Si accendono le luminarie nelle città, si addobbano gli abeti, si illuminano i viali. Il calore delle festività che si avvicinano contrasta con il clima che si irrigidisce, crea delle contraddizioni nette che riassumono la nostra esistenza, in bilico tra  gioie e dolori, difficoltà e appagamento, amore e indifferenza. Un mese da vivere intensamente, cercando contatti, facendosi gli auguri, accendendo delle luci che illuminino il cammino.

 

Il giorno diventa piccolo a novembre, la notte precoce circonda il mondo, così come il pomeriggio si tramuta improvvisamente in sera. I viali si tingono di gialle e rosse foglie, il vento smorza la luce del sole e la natura comincia lievemente ad assopirsi. L’autunno cala su boschi e prati, sui parchi delle città e sui giardini, tinge il mare di tonalità scure e il cielo di grigiori interrotti dalle nubi. Il ricordo dei cari che non ci sono più e che celebriamo in questi giorni è nostalgico e fondamentale, ci invita a riflettere sulla vita, sugli affetti, sulle relazioni importanti: i centri vitali della nostra esistenza.

Ottobre fa ingiallire le foglie, trasforma i boschi in spettacoli cromatici dai colori caldi offerti a tutti dalla natura. Camminare lungo i sentieri, cogliere un frutto selvatico che segna la fine del ciclo vegetativo, prima del sonno invernale, ci induce alla riflessione. Il contatto con la natura è essenziale in tutte le stagioni, la sua forza ci irradia in tutte le fasi, così come in ottobre il mosto prelude al vino maturo che sarà, il concetto di trasformazione raggiunge il suo apice anche in noi stessi.

Il mese del cambiamento, settembre. Porta via l’estate, la spensieratezza e una parte di noi stessi. A settembre si ricomincia una seconda volta, si fanno progetti e buoni propositi non ancora realizzati. Alla fine dell’anno manca ancora del tempo, eppure nella luce si percepisce un prematuro crepuscolo. Un mese a tratti malinconico ma fruttuoso, come l’uva pronta da cogliere; un momento dell’anima significativo e ricco di piacevolezza.

Agosto arriva tra frutteti maturi, sole rosso, mare e salsedine. Di notte accende il cielo di astri, di lune piene, di desideri sospirati. La Via lattea è un tappeto di stelle che illumina il firmamento e la nostra anima.

L’Estate, finalmente. Zeffiro soffia sui campi, impertinente, agita i pensieri e i sensi; l’aria calda della sera, il profumo del grano maturo, del fieno falciato, nei campi dell’infanzia lontana con i suoi ricordi sbiaditi nel tempo.

Il Calendimaggio, Beltane, May Day, la vera festa della primavera ha storicamente come simbolo gli alberi. L’albero di maggio riflette la credenza degli antichi Celti nello spirito arboreo, nella venerazione della natura. Gli alberi erano divinità benefiche, dispensatori di vita, segni tangibili della nascita della terra. Vivere il loro contatto, adesso, significa inondarsi di forza vivificatrice, di stabilità e grande energia in grado di accompagnarci per tutto l’anno.

Ecco aprile, il mese della dea dell’amore Afrodite. Il momento più dolce e mite dell’anno, quando i fiori abbondano e l’erba diventa verde. Per gli antichi questo mese era dedicato alla fertilità femminile, all’amore, alla divina Flora, dea della primavera. Tutte noi donne possiamo sentirci dee in aprile, approfittando del sole e della natura per farci irradiare di positività.

 

Inizia marzo, il mese del risveglio della natura e dei contrasti. Per gli antichi era Martius, il mese del dio della guerra Marte che presiedeva le battaglie, nel mese in cui esse iniziavano. La guerra è nell’aria in marzo, le correnti fredde contrastano i raggi del sole che si fanno caldi, i profumi si mescolano in essenze folli e le nubi pesanti incombono. Lewis Grizzard diceva: la primavera è il risveglio della terra; i venti di marzo sono gli sbadigli di prima mattina. In questo pazzo mese la natura gioca con gli elementi, crea forme bizzarre di temperatura e luce, ci mette alla prova costantemente. Amare marzo è assai facile per un artista, vi ritrova l’essenza di se stesso, ma è altresì amabile per chiunque cerchi brio e un pizzico di follia nella propria vita.

Marzo capriccioso

Marzo capriccioso

A febbraio (“februare” in latino, “purificare” o “rimediare agli errori”) i Romani si dedicavano ai rituali di purificazione tenuti in onore del dio etrusco Februus e della dea romana Febris. Era l’ultimo mese dell’anno romano, che a marzo avrebbe visto un nuovo inizio. La vita a febbraio comincia a muoversi, sotterranea e lenta; le giornate vedono aumentare la luce e la promessa della primavera appare più vicina, anche nel freddo e nel gelo delle giornate invernali. Riscopriamo gli angoli antichi delle nostre città e dei borghi, tra le rovine della storia, tra le mura del tempo che raccontano di rituali del passato, sempre presenti nella nostra natura.

Luce di febbraio

Luce di febbraio

Un nuovo anno si apre, ecco i primi giorni di gennaio con le nebbie, i grigiori, l’aria fredda che attende la neve. L’inverno mostra il suo volto rigido, il suo incedere deciso. Sotto la coltre di gennaio la vita si muove, osserva, è in attesa di spuntare tra i muretti, nei prati, in mezzo agli alberi. Ora in campagna è il tempo della quiete, delle mattinate silenziose, del mondo che si riposa e attende una nuova fioritura. Metafora della vita che ci invita alla quiete e alla riflessione, senza trepidare troppo ma imparando ad attendere.

AVVISO AI MIEI LETTORI. Carissimi, tutte le fotografie pubblicate da questo momento in poi sono di dimensioni small, compresse. Il mio sito punta tanto sulle immagini di luoghi, ambienti, piante, natura, ecc. Purtroppo la rete è piena di imbecilli, di incapaci e di inutili ladri che non solo mi rubano le idee (poveracci, non ne hanno di loro) ma anche e costantemente le fotografie. Per cercare di arginare la presenza delle mie foto in siti idioti, con didascalie da cretini, ho dovuto fare questa scelta. Spero mi comprenderete e continuerete a seguirmi anche se le immagini piene e chiare avranno dimensioni reali più ridotte (14 gennaio 2019).

Inverno

Inverno

L’inverno ci dona il Natale, un momento magico in cui l’adulto si arrende al bambino, non rinuncia al sogno, non si cura delle avversità. L’abbraccio della stagione fredda paradossalmente scalda il cuore, invita alla gioia e alla compagnia, da condividere in casa, con le persone che si amano. Fare l’albero di Natale, lasciarsi conquistare dalle luci e dallo sfolgorio, ecco il segreto semplice e autentico della felicità che il mese di dicembre ci regala.

L'addobbo

L’addobbo

 

L’arrivo dell’autunno ci coglie impreparati, abituati alle temperature alte dell’estate che si prolunga. Eppure è una stagione magica, sublime, dai colori caldi e dai sapori decisi. La terra si prepara ad affrontare l’inverno, il freddo, la vita che si cela sotto al gelo. Amo l’autunno, il cambiamento, la mutevolezza della natura. Il bosco è l’ambiente ideale per godere di questa bellezza, di questa quiete portata dall’aria rinfrescata. Tra gli alberi e gli arbusti ritrovo me stessa, nella solitudine, lontano da un mondo caotico che sento distante.

Bosco

Bosco

Magica laguna - Marano Lagunare

Magica laguna – Marano Lagunare