Pasqua 2020

Pasqua era giunta, la festa della luce e della liberazione per tutta la natura! L’inverno aveva dato il suo addio, ravvolto in un fosco velo di nebbie, e sopra le turgide nuvole in corsa s’avvicinava ora la primavera. Aveva spedito innanzi i suoi messaggeri di tempesta per destare la terra dal lungo sonno, ed essi fremevano su boschi e piani, battevan le ali sulle cime possenti dell’alpe e sconvolgevano il mare dal profondo. Era nell’aria come un lottare e un muggire selvaggio, e ne usciva tuttavia quasi un grido di vittoria: ché tra le burrasche di primavera, frementi di vita, s’annunciava la resurrezione.

Elisabeth Bürstenbinder

 

Una Pasqua anomala, da reclusi, viviamo oggi. La natura batte alle porte e finestre, la primavera inonda il mondo con i suoi profumi e colori nel sole luminoso di un aprile lieve e caldo. Chiusi nelle nostre case ci affacciamo a finestre e balconi, spingiamo lo sguardo quanto più lontano possiamo e ci sentiamo fragili, inermi, piccoli esseri che la natura punisce per l’eccessiva superbia.

Fioriscono le piante, gli alberi si rivestono di verde, il volo degli uccelli, liberi dalla nostra presenza, pare una danza sacra, mentre nelle anime germoglia una nuova consapevolezza. Siamo deboli creature con tanti limiti, capaci di incubi spaventosi ma anche di sogni sublimi, pieni di bellezza. Addobbiamo le nostre tavole pasquali, decoriamo le case con oggetti festosi, indossiamo un abito elegante e apriamo le porte alla natura, alla resurrezione che si respira nell’aria e che l’anima ci chiede da un’eternità.

Che la Pasqua ci porti quella speranza di libertà, di pace, di serenità interiore che per troppo tempo abbiamo sostituito col materialismo di un’epoca senza Dio e senza morale. Non è mai troppo tardi per imboccare una nuova via. Serena Pasqua a tutti voi.

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