Agosto, celebrazioni e stelle cadenti

 

Frutteti stracarichi. Dorate campagne

Vetrate schermate.

Riarsi cespugli

Penombra, arsura, scirocco

Tavolozza completa: estate.

Manuel Machado

Ecco agosto, il mese che celebra divinità, culti ed eventi astronomici straordinari. I Celti il primo agosto festeggiavano la più importante divinità del calendario, il dio Lug (Lugdnasad); per i Romani il Feriae Augusti era il riposo di Augusto, una festività introdotta dall’imperatore;  per noi Cristiani la festività religiosa si coniuga alle vere vacanze estive. Per me è soprattutto il mese delle stelle cadenti, della notte di San Lorenzo, in concomitanza con la mia venuta al mondo e con il cielo che si illumina di astri.

 

 

 

 

 

Le sere d’agosto della mia infanzia, povera e isolata, sono indimenticabili per la bellezza dei tramonti, per i cieli stellati, per le albe rosse e dorate. Mi perdevo nella maestosità della natura, nei fenomeni astronomici così visibili, tanto da riconoscere le costellazioni nei cieli neri, non contaminati dall’illuminazione dell’uomo.

 

 

Sembra passato un secolo e forse lo è, in quest’era tecnologica che muta abitudini, gusti e aspirazioni. Eppure la tecnologia non ci ha portato in mezzo alle stelle come credevamo da piccoli, guardando i film di fantascienza; siamo sommersi da cellulari, computer, applicazioni, videogiochi, siamo trascinati dalla forza di internet che scandisce i tempi della nostra vita pubblica e privata e ci tiene lontanissimi dalle stelle, con il muso attaccato agli schermi di luce artificiale. Agosto però è il mese che ci spinge fuori di casa, ci obbliga a far qualcosa per noi stessi, incitandoci a guardare verso l’alto, verso quella brillante Via Lattea, quel tappeto di luci lontane dal quale proveniamo; perché tutti siamo fatti di atomi che provengono dalle stelle e tutti ad esse un giorno ci ricongiungeremo. Non sprechiamo le sere di agosto, del riposo e delle ferie, dietro chimere tecnologiche e consumistiche, volgiamo gli occhi al cielo, quell’immenso firmamento imperscrutabile che può solo regalarci emozioni. Concludo con una frase di Victor Hugo: L’anima è piena di stelle cadenti. Cerchiamo dunque l’universo nella nostra anima e guardiamo al cielo nelle notti di agosto.

Questa voce è stata pubblicata in Poetry&image e contrassegnata con , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.