21 Agosto 2018

Benvenuti sulla via delle erbe

By admin

“Colui che non sa riconoscere le piante

non sarà mai capace di valutarne le proprietà”

(Carlo Linneo 1707 – 1778)

La via delle erbe

La via delle erbe

La conoscenza che ci guida verso un sentiero perduto tra la polvere del tempo e delle civilizzazioni, verso un ricongiungimento con la madre terra che noi, figlioli prodighi, troppe volte disattendiamo, rappresenta per me il vero percorso di vita. Un percorso fatto esplorando i doni della natura e le sapienze antiche che li circondano. Ci fu un tempo in cui la medicina dipendeva interamente dall’utilizzo delle piante medicinali e dalle abilità manuali di chi la praticava. L’uomo comune nell’antichità stava vicino alle piante senza conoscerle col loro nome. Le considerava magiche, adornava con esse gli altari, le teneva davanti alla sua casa e viveva in armonia con loro. Gli antichi usavano le piante quando qualcuno stava male, come dono o offerta, come buon auspicio. La malva, la melissa, la gramigna, la piantaggine, costeggiavano le strade e invadevano i campi, arrivavano alle porte dei primi insediamenti urbani. Nei paesi di campagna, fino a epoche non troppo lontane, le “guaritrici” tanto perseguitate dall’Inquisizione, conoscevano i benefici della natura e li usavano per esorcizzare il male, quello supremo: la malattia. La medicina dotta, nei secoli, non è stata avversa o distante dalle percezioni del popolo, anzi si fondeva con esse, nella ricerca di un comune benessere. Dopo la spaccatura forte e lacerante che ha diviso questi due mondi – la medicina ufficiale dai rimedi fitoterapici di antica memoria, abbandonati per i più efficaci metodi chimici – , oggi il crescente interesse per le piante e le loro proprietà è palese. La validità curativa dei principi presenti in esse trova attualmente il giusto riconoscimento scientifico.

Malva

Malva 

Piantaggine

Piantaggine

Melissa

Melissa

Oggi tutti noi riconosciamo ai rimedi naturali la loro validità nella cura dei piccoli disturbi di salute, nella purificazione dell’organismo, nella cura della bellezza. La terra ci omaggia di frutti ed erbe che diventano tisane, infusi, decotti, tinture, oli e sciroppi; sono altresì utilizzati per preparare polveri, bagni, cataplasmi o impiastri, compresse, per fare gargarismi e sciacqui, lozioni, pomate e unguenti, suffumigi e fumigazioni. Coltivare per conto proprio le erbe officinali, oppure raccoglierle nella stagione giusta – solo sapendole riconoscere – possono essere attività estremamente gratificanti e utili. Ad esempio una pianta di melissa o di menta nel giardino, sul terrazzo di casa, rappresenta uno spettacolo per gli occhi e un toccasana dopo un pasto abbondante o la difficoltà a prendere sonno. In casa non dovrebbe mai mancare una buona camomilla acquistata in fiori oppure coltivata, come nel mio caso; delle foglie fresche di erba Luigia (foto inizio articolo), utili per rinfrescarsi nei giorni di calura, per la digestione e per i liquori; una pianta di stevia per chi fa attenzione agli zuccheri; dei semi di finocchio che combattono i gonfiori di pancia e, perché no, una piacevole pianta di “incenso” (col profumo che lo ricorda) che non si usa nella tisana ma che allieta l’ambiente. Questo solo per fare alcuni esempi. In questa nuova rubrica scriverò costantemente dei rimedi che ho imparato, della stagionalità delle officinali e di tutte le possibili curiosità che mi verranno in mente. A presto.

Erba Luigia in infusione

Erba Luigia in infusione

Infuso di camomilla

Infuso di camomilla

Conoscenze

Conoscenze