Le proprietà della melagrana

Melograno

Frutto tipico della stagione autunnale, la melagrana matura a partire dal mese di ottobre e ci accompagna fino a dicembre. Il nome “melograno”, l’albero da frutto presente in molti giardini, ci ricorda infatti la forma della mela ma con all’interno la sorpresa dei vermigli chicchi dal gusto acidulo. Simbolo di abbondanza, fertilità e fortuna, la troviamo spesso raffigurata nelle mani di dee o in quelle della Madonna, ed è conosciuta e coltivata fin dall’antichità. Il nome scientifico del melograno Punica granatum deriva dal latino punicus poiché così lo chiamò Plinio ritenendolo originario dell’Africa Settentrionale. La farmacopea tradizionale – come illustrato da Pietro Andrea Mattoli “medico senese” nei cinquecenteschi Discorsi nei sei libri della materia medicinale – ne utilizzava le radici, ogni parte del frutto e i fiori. In tante parti d’Italia (anche in Istria) i frutti sono chiamati pomi granati e si utilizza spesso la forma maschile anche per designare il frutto. Con tutta probabilità la pianta è originaria dell’Asia e già nell’antichità, come abbiamo visto, era presente in Europa e in Italia.

La melagrana è composta all’80% da acqua ma contiene anche zuccheri, fibre, sali minerali e vitamine. Molti sono i benefici che la scienza moderna le ascrive, tanto da renderla uno dei frutti più benefici al mondo. Ricca di antiossidanti che contrastano i radicali liberi è una preziosa fonte di flavonoidi che aiutano l’organismo a mantenersi in salute e a prevenire l’invecchiamento precoce. Contiene in particolare la vitamina A, ma anche la C, la E, vitamine del gruppo B ed è ricca di sali minerali quali il manganese, il potassio, lo zinco, il rame e il fosforo. Da studi recenti si evince la capacità antinfiammatoria del frutto, per via di sostanze quali i flavoni e acidi grassi coniugati, che potrebbero contrastare vari disturbi, come l’artrite e l’osteoartrite. In menopausa la melagrana può essere un valido alleato delle donne, grazie ai fitoestrogeni che riducono le vampate e migliorano gli sbalzi d’umore. Nel corso dei secoli molte sono le leggende sorte intorno al frutto che cela i semi, tutte legate alla fertilità e all’abbondanza. Nell’antichità era la pianta sacra di Venere e Giunone, la dea dei matrimoni fecondi, e le spose romane la usavano per acconciare i capelli.

Oggi la troviamo in vendita nella grande distribuzione e per i più pigri è possibile trovare il succo già pronto. Se volete consumarlo fresco invece, la cosa migliore e tagliare la melagrana a metà ed estrarre i semi ricchi di succo. Metteteli nello schiacciapatate e premete bene dentro una ciotola, fino a quando non avrete raccolto tutto il prezioso liquido. Bevetelo lontano dai pasti e se necessario dolcificatelo leggermente. Chi soffre di acidità e gastrite dovrebbe consumarlo con moderazione. Il frutto è molto utilizzato anche in cucina e per il mese di dicembre vi presenterò l’antica ricetta della faraona alla melagrana.

 

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