Lavanda, l’erba più profumata

Lavanda

Le colline mediterranee profumano di lavanda in estate, quando i fiori violacei raggruppati in spighe fioriscono e diffondono il forte aroma nell’aria. Sono tre i tipi di pianta riconoscibili, la più nota è la lavanda officinale (Lavandula officinalis), la lavanda spigo (Lavandula latifolia) e la lavanda selvatica (Lavandula Stoechas). Le proprietà non differiscono, quindi si possono usare i vari tipi per gli stessi scopi. Questa pianta è nota a tutti sia per il suo profumo, per la sua essenza, che per le proprietà medicinali. Si tratta di una labiate perenne e sempreverde, di dimensioni piuttosto piccole, legnosa alla base, con i rami laterali leggermente prostrati. Le foglie sono facilmente riconoscibili per la forma lineare-lanceolata di colore verde grigiastro e i fiori, molto profumati, di colore violetto raggruppati in bellissime spighe, sono inconfondibili.

La pianta è rustica e resistente, fiorisce d’estate e allo stato spontaneo cresce sulle colline aride e sassose dell’Italia meridionale. Viene coltivata in ampie distese per la produzione dell’essenza, e anche in orti e giardini come ornamentale. Presenta un olio essenziale particolarmente attivo ed è antisettica delle vie urogenitali, oltre ad essere antidepressiva. Assieme all’olio d’oliva o di mandorla è un ottimo rimedio per le ustioni e le punture d’insetto. Il potere antibatterico della pianta è noto ed efficace, infatti è indicata per curare le ferite da taglio. Tradizionalmente la lavanda era utilizzata contro le infezioni polmonari, la tosse e il raffreddore, sia come infuso che sotto forma di inalazioni. Ha proprietà sedative ed è indicata per calmare l’ansia e la tensione, e per diminuire gli spasmi dell’apparato digerente. L’infuso è utile per il mal di testa di origine nervosa, mentre un massaggio fatto con alcune gocce di olio essenziale rilassa i muscoli e riduce i dolori nevralgici e reumatici. Un infuso molto concentrato può essere usato per curare con irrigazioni la leucorrea. Anche in caso di cistite si può usare sia sotto forma di infuso concentrato che di tintura. Per un bagno rilassante, quando si è molto agitati, sarà sufficiente aggiungere all’acqua un forte infuso di fiori e il sollievo non tarderà ad arrivare.

Classificata nel XVIII secolo tra le “piante cefaliche”, la lavanda era molto usata contro le malattie nervose. Si preparavano gli infusi per curare la bronchite, l’ansia, l’emicrania, il raffreddore e la cattiva digestione. La pianta era nota fin dall’antichità, i Romani ne facevano gran uso, sia nei bagni quanto nel bucato. Il nome lavanda infatti deriva proprio da lavare, inteso per la pulizia del corpo e degli ambienti. Era pure un talismano utile nella lotta contro le presenze demoniache: a questo scopo si coltivava davanti alle case per non farvi entrare il male.

Da sempre usata per preparare profumi, deodoranti e saponi, la lavanda è un ottimo alleato nella cura del corpo e nella preservazione del suo benessere. Per quanto mi riguarda, considero questa pianta una delle più utili che la natura ci abbia donato. Nel mio terrazzo non molto grande, ospito due di queste piante; mentre in Istria ne crescono diverse in cespugli piuttosto grandi, sia dentro che fuori dal cortile.

L’olio essenziale è sempre presente nell’armadietto dei medicinali e la sua essenza, fresca e inconfondibile, si trova in quasi tutti i saponi e deodoranti che possiedo. Fu la mia prozia Libera a farmi innamorare della fresca purezza di questo aroma, un profumo d’atri tempi che sa di bucato steso al sole e di pulizia naturale. Lei usava profumarsi con un deodorante che acquistava a Trieste, contenuto in una sobria bottiglietta di vetro, e che oggi ritrovo negli stick e profumi con la medesima etichetta. Ritornando alla pianta, un uso davvero efficace delle spighe che fioriscono a luglio è quello di conservarle in sacchetti (ricavati da un’economica zanzariera, come nelle foto) o vasetti per profumare ambienti e armadi; il profumo intenso sarà mantenuto per molto tempo e terrà lontane le tarme e altri insetti. D’inverno poi, se conserverete questa magica pianta in mazzi, ritroverete nelle stanze quel profumo d’estate e quella freschezza inimitabili, doni impagabili di madre natura.

 

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