{"id":7212,"date":"2026-05-21T14:26:15","date_gmt":"2026-05-21T14:26:15","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/?p=7212"},"modified":"2026-05-21T14:26:23","modified_gmt":"2026-05-21T14:26:23","slug":"la-perdita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/?p=7212","title":{"rendered":"La perdita"},"content":{"rendered":"\n<p>Ho accompagnato mia madre al cimitero, nel suo ultimo viaggio. Ha voluto il vestito di seta grigia, le scarpe di pelle laccata e un piccolo rosario. Sar\u00e0 cremata, mi ha detto che non vuole il corpo calato nei loculi di cemento sotterranei ma preferisce che tutto finisca in cenere.<\/p>\n\n\n\n<p>Una lunga vita la sua, costellata di drammi e sacrifici. Orfana di padre ad appena dieci anni, ha dovuto lottare molto per tirarsi fuori dalla miseria e dalla sopraffazione del regime in cui \u00e8 piombata la sua Istria. Una lavoratrice instancabile, una sarta raffinata e fuori contesto nell\u2019isolato e piuttosto incivile paesino in cui \u00e8 venuta al mondo. Sognava l\u2019Occidente mia madre, sognava l\u2019Italia e Trieste. Con un impegno enorme per una donna della sua generazione, ha scelto l\u2019emancipazione nei fatti: lavoro, lavoro e ancora lavoro. Si \u00e8 messa in discussione alla mia et\u00e0, ha trovato un umile impiego a Trieste, preso in affitto una stamberga e fatto il permesso di soggiorno come qualsiasi straniero. Non ha chiesto niente all\u2019Italia, soltanto la possibilit\u00e0 di vivere qui onestamente e portare via dalla morente Jugoslavia i suoi figli. Mio fratello a ventidue anni aveva gi\u00e0 una ditta e pagava vagonate di tasse, cos\u00ec tante che chiss\u00e0 quanti statali ci hanno banchettato per anni.<\/p>\n\n\n\n<p>I suoi giorni mamma li ha terminati a casa sua, assieme a me. Le sono stata accanto fino all\u2019ultimo respiro, fino a quando la pelle stanca del viso non ha perso colore e l\u2019ombra della morte si \u00e8 posata sui suoi occhi. In quel momento non mi sono accorta, ma nella camera mortuaria del cimitero, quando hanno ricomposto la salma, c\u2019era un accenno di sorriso sulle sue sottili labbra. Mia madre ha sorriso a qualcuno o a qualcosa prima di andarsene e non a me. Non mi vedeva pi\u00f9, era in una specie di nebulosa dei sensi, in un sonno profondo che escludeva la materia intorno a s\u00e9. Chiamava sua madre, la invocava, poi suo padre. Si \u00e8 spenta serena, ha concluso la vita e gli ultimi tre anni d\u2019inferno dalla morte di suo figlio, con quel lieve sorriso che non ha spiegazioni logiche. So che la scienza materialista, quella d\u2019impostazione marxista per intenderci, parla di stato di shock che provoca allucinazioni; non \u00e8 stato cos\u00ec, nessuno shock ma un forte desiderio di andarsene altrove.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-large\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Ricordi-scaled.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"768\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Ricordi-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-7214\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Ricordi-768x1024.jpg 768w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Ricordi-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Ricordi-1152x1536.jpg 1152w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Ricordi-1536x2048.jpg 1536w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Ricordi-scaled.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Che donna era? Una delle pi\u00f9 forti che io abbia mai conosciuto. Una ragazzina che a quindici anni si manteneva da sola; faceva decine di chilometri attraverso i boschi per prendere un treno e viveva con un quarto di chilo di carne a settimana, quando le andava bene. Rappresentava totalmente la sua generazione: un solo uomo per tutta la vita. Per lei migliorarsi era un imperativo e mantenersi da sola una priorit\u00e0, non le occorreva saltare da un uomo all\u2019altro per poi spillare quattrini al fesso di turno. Una rivoluzionaria? Mai a parole, sempre nei fatti. Non l\u2019ho mai vista sottomessa a mio padre, anche se in casa cucinava lei, faceva il bucato al pozzo (l\u2019acqua in casa \u00e8 arrivata nel 1981) e serviva il caff\u00e8 al marito; quando si trattava di prendere una decisione, anche la pi\u00f9 piccola, si imponeva senza s\u00e9 e senza ma e, nove volte su dieci, si faceva come voleva lei. Una donna sorridente, affabile, educata ma molto risoluta e incapace di chinare il capo, pagando qualsiasi prezzo per questo privilegio. Mai il regime jugoslavo l\u2019ha intimorita, mai le maldicenze degli esuli contro di noi l\u2019hanno scalfitta. Sapeva quello che voleva e soprattutto era consapevole di non dover ringraziare nessuno. Ha aiutato sempre il prossimo, sia quando poteva permetterselo che quando non aveva il becco di un quattrino; non ha ricevuto molta gratitudine in cambio, la societ\u00e0 \u00e8 questa e lei ne era consapevole, per\u00f2 \u00e8 stata ripagata con poche, perfette amicizie che le sono state accanto fino alla fine dei suoi giorni.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando \u00e8 morto Germano ha fatto un sogno, un incubo. Scendeva una scala buia, era disorientata e non vedeva niente. Allora ha sentito avvicinarsi la zia Libera, la roccia impervia della nostra famiglia, che l\u2019ha presa sottobraccio e le ha detto: \u201cseguimi, ti conduco io.\u201d Ecco, forse quel lieve sorriso trova in questo sogno la sua spiegazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Mamma, spero sia cos\u00ec. Riposa in pace.<\/p>\n ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ho accompagnato mia madre al cimitero, nel suo ultimo viaggio. Ha voluto il vestito di seta grigia, le scarpe di pelle laccata e un piccolo rosario. Sar\u00e0 cremata, mi ha detto che non vuole il corpo calato nei loculi di cemento sotterranei ma preferisce che tutto finisca in cenere. 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