{"id":6389,"date":"2023-04-07T07:19:18","date_gmt":"2023-04-07T07:19:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/?p=6389"},"modified":"2023-04-07T13:23:03","modified_gmt":"2023-04-07T13:23:03","slug":"i-giorni-di-aprile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/?p=6389","title":{"rendered":"I giorni di aprile"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel sole lucente e gradevole di questo inizio di aprile, a pochi giorni dalla Pasqua, mi \u00e8 venuto in mente il poema di Thomas Stearns Eliot <em>The waste land (La terra desolata)<\/em>. Una celebre opera di uno dei poeti pi\u00f9 influenti del Novecento. Il poema fu composto in oltre un anno di scrittura caotica, come la definiscono gli studiosi, e concluso nella casa di cura di Losanna dove fu ricoverato in seguito ad un grave esaurimento nervoso. Ezra Pound, suo amico, rivide l\u2019opera e la dimezz\u00f2 per renderla pubblicabile e fruibile al grande pubblico. L\u2019opera inizia cos\u00ec: <em>\u201cApril is the cruellest month, breeding lilacs out of the dead land, mixing memory and desire, stirring dull roots with spring rain. <\/em>Aprile \u00e8 il pi\u00f9 crudele di tutti i mesi, genera lill\u00e0 dalla terra morta, mescola memoria e desiderio, desta radici sopite con pioggia di primavera<em>\u201d<\/em>. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/fioritura-colore.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"433\" height=\"577\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/fioritura-colore.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6395\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/fioritura-colore.jpg 433w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/fioritura-colore-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 433px) 100vw, 433px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Eliot non ci parla di una primavera gioiosa, di un allegro risveglio della natura n\u00e9 di una stagione che si riscalda e ci rende euforici: \u00e8 un aprile crudele il suo, strappa l\u2019uomo dal letargo invernale mostrandogli senza remore o censure l\u2019infinito ciclo di morte e rinascita. L\u2019uomo del poeta non si vuole svegliare, non vuole assistere allo spettacolo dell\u2019eterno divenire, ed \u00e8 per questo che abita la terra desolata: \u00e8 l\u2019uomo moderno che vive in Europa tra Ottocento e Novecento, perso nel caos delle guerre, arido e perverso schiavo dell\u2019avidit\u00e0. Una Babele di lingue, un ginepraio di esseri umani dove, di tanto in tanto, compaiono simboli religiosi e profetici che sembrano indicare al lettore un\u2019altra strada possibile, diversa. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/via-dello-spirito.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"480\" height=\"520\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/via-dello-spirito.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6391\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/via-dello-spirito.jpg 480w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/via-dello-spirito-277x300.jpg 277w\" sizes=\"(max-width: 480px) 100vw, 480px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Lungo lo svolgimento del poema Eliot rievoca costantemente la primavera, tra riti di fertilit\u00e0 e la squallida malinconia della vita nelle metropoli europee. Il mito del Graal, i tarocchi, le profezie, tutto gira attorno ad un solo concetto: l\u2019eterno ciclo di morte e vita di cui \u00e8 schiavo il mondo. Cos\u00ec aprile da dolce diventa crudele, quando la vita si impone rigogliosa sulla morte e mescola il passato (la memoria) col presente (il desiderio). Ed \u00e8 in questo momento particolare che l\u2019abitante della terra desolata scopre la sua aridit\u00e0 interiore, si scontra con la potenza della primavera che costringe la sua coscienza a risvegliarsi, a comprendere la sterilit\u00e0 della sua condizione e infine, la transitoriet\u00e0 della sua presenza. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/prospettiva-dellanima.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"433\" height=\"577\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/prospettiva-dellanima.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6392\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/prospettiva-dellanima.jpg 433w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/prospettiva-dellanima-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 433px) 100vw, 433px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Leggo sulla vecchia antologia di letteratura anglosassone che il messaggio di Eliot \u00e8 ancora attuale, racconta lo stato generale dell\u2019uomo d\u2019oggi e il suo rapporto con la modernit\u00e0. Non la penso cos\u00ec, credo che la condizione attuale dell\u2019uomo occidentale sia andata ben oltre, oltre l\u2019idea di infruttuosa aridit\u00e0 che aveva Eliot. Tra gli abitanti della terra arida pochi sono coloro a cui la primavera riesce a risvegliare la coscienza, mettendoli di fronte all\u2019infruttuosit\u00e0 dell\u2019anima. Vivere il presente, ci dicono, vivere l\u2019ora e l\u2019adesso come se il domani non ci fosse e l\u2019ieri fosse cancellato; una condizione di infantilismo progressivo, di soddisfazione dei bisogni primari, di desideri che non devono restare insoddisfatti. Mettere se stessi al primo posto e dimenticare gli altri, oppure annullare se stessi per compiacere gli altri: le due facce della stessa medaglia che rende l\u2019uomo sempre schiavo di qualcosa. Chi vive il presente e non ha memoria del passato conosce solo la soddisfazione del desiderio, la spasmodica ricerca del suo piacere, che sia egoistico o dipendente da qualcun altro, poco importa: sente l\u2019impellente bisogno di cancellare dalla vita l\u2019idea stessa della morte; vede la primavera soltanto da un punto di vista, quello della rinascita, e nella sua infinita superficialit\u00e0, dimentica che questa rinascita \u00e8 strettamente correlata alla morte.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/luce-daprile-rotated.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"433\" height=\"577\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/luce-daprile-rotated.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6393\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/luce-daprile-rotated.jpg 433w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/luce-daprile-225x300.jpg 225w\" sizes=\"(max-width: 433px) 100vw, 433px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Se la pandemia mi ha insegnato qualcosa, questa \u00e8 vedere il mondo desolato per quello che \u00e8, sgombro una volta per tutte dalla visione che ho coltivato per tutta la vita e che tendeva a idealizzarlo: un mondo, s\u00ec, imperfetto, per\u00f2 di gran lunga il migliore in cui vivere. Quando sento le persone dire che ringraziano di essere nate a queste latitudini e non in posti infelici, pieni di miseria, conflitti e ingiustizie, penso che in un tempo molto vicino, ero una di loro. Da tre anni a questa parte la mia visione \u00e8 cambiata del tutto, come se un\u2019eterna primavera che tenevo lontano dalla coscienza avesse fatto breccia, trasformandomi. Non sono felice di vivere nel mondo arido che ha calpestato leggi e regole per imporre l\u2019autoritarismo, obbligando le persone a sottoporsi a trattamenti sanitari per poter lavorare, terrorizzando giorno e notte con i bollettini dei morti, con immagini macabre. Ricordo una serata, in piazza Goldoni a Trieste. Dovevo andare a teatro e mi sono fermata a prendere un caff\u00e8 in un bar; eravamo tutti con le mascherine, ovunque, anche all\u2019esterno. Sono uscita, l\u2019aria era insolitamente tiepida per il mese di febbraio. Davanti a me una scena da documentario sull\u2019URSS: tre poliziotti armati stavano fermando, circondandolo, un pover\u2019uomo della mia et\u00e0. \u201cCi faccia vedere il suo green pass\u201d, dissero. L\u2019uomo, balbettante e intimorito, tir\u00f2 fuori il documento senza proferir parola. Era d\u2019obbligo, per gli over cinquanta essere vaccinati, o si veniva multati. Assistevo alla scena surreale attonita, sbalordita. Allora ho incrociato lo sguardo di uno dei poliziotti, ci siamo fissati per un momento, poi lui si \u00e8 voltato. Avr\u00e0 scorto nei miei occhi un desiderio di violenza, di morte, di ghigliottina; forse anche la mancanza di timore, il poco valore che do alla mia vita terrena, fatto che mi avrebbe portata a sputargli in faccia anche se avesse estratto l\u2019arma. Mentre andavo a teatro mi chiedevo perch\u00e9 le persone fossero disposte ad accettare tutto ci\u00f2, a non ribellarsi, a non svegliarsi, anzi, a denunciarsi gli uni con gli altri. Poi, a teatro, una persona che non vedevo da tempo mi ha rifiutato la stretta di mano dicendo: \u201cNon si deve! \u00c8 contro le regole\u201d. Allora ho capito, tutto \u00e8 stato chiaro. Vivere l\u2019ora, l\u2019adesso, il presente, l\u2019infantilismo pi\u00f9 spinto non \u00e8 altro che una fallace promessa d\u2019immortalit\u00e0, la fede nella scienza che sconfigge la morte e consente all\u2019essere di soddisfare i suoi bisogni egocentrici fino alla fine dei tempi. <\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/luce-anima.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"545\" height=\"458\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/luce-anima.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6394\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/luce-anima.jpg 545w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/luce-anima-300x252.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 545px) 100vw, 545px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Per me che considero la morte parte integrante della vita, il flusso autoritario in cui le persone si identificavano e credevano mi ha spinto a chiudere i rapporti con decine di persone e tenermi del tutto fuori dalla bolgia di follia imperante. Il mondo arido e i suoi abitanti, per\u00f2, non avevano ancora finito di stupirmi. Appena tolte le restrizioni, appena tolti gli obblighi, tutti si sono dimenticati gli anni appena trascorsi e le regole folli che hanno seguito supinamente. L\u2019ora, l\u2019adesso, il momento presente e la soddisfazione dei bisogni primari (mangiare, bere, divertirsi) non consentono che si pensi al passato, anche se \u00e8 stato solo ieri. In cabina elettorale, lo scorso fine settimana, avevo il desiderio di strappare la scheda di chi mi chiedeva il voto dopo aver calpestato i miei diritti e la mia dignit\u00e0, per\u00f2 mi sono fermata e ho sorriso: poveri, patetici esseri, attratti dagli scranni e dal desiderio di schiacciare, andatevi a vedere <em>La danza macabra<\/em> a Hrastovlje, chiss\u00e0 che non vi insegni qualcosa.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/frutto-dautunno.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"526\" height=\"474\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/frutto-dautunno.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6396\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/frutto-dautunno.jpg 526w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/frutto-dautunno-300x270.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La primavera della rinascita, presagio di morte, non l\u2019ho mai sentita come quest\u2019anno. Avr\u00f2 cinquant\u2019anni ad agosto e non ci sto arrivando in una splendida forma. Il dolore mi attanaglia, rende le mie giornate difficili e non accenna a passare. La sopravalutata scienza non mi d\u00e0 risposte, scrolla le spalle e mi lascia combattere da sola; tutti siamo combattenti soli, pieni di ferite, di mutilazioni e desinati a morire. Forse l\u2019unica cosa che mi distingue da tanti altri \u00e8 che non vivo l\u2019ora e il presente ma tutta la circolarit\u00e0 della mia vita, incluso l\u2019imperscrutabile divenire. Sono conscia del passato che determina il presente e consapevole del futuro che mi riserver\u00e0 la morte: non c\u2019\u00e8 nulla di macabro in tutto ci\u00f2, questa \u00e8 semplicemente la vita che in questi giorni sboccia, poi fiorir\u00e0 e frutter\u00e0, e in inverno torner\u00e0 a morire.<\/p>\n ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel sole lucente e gradevole di questo inizio di aprile, a pochi giorni dalla Pasqua, mi \u00e8 venuto in mente il poema di Thomas Stearns Eliot The waste land (La terra desolata). Una celebre opera di uno dei poeti pi\u00f9 influenti del Novecento. 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