{"id":6047,"date":"2022-07-01T15:43:55","date_gmt":"2022-07-01T15:43:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/?p=6047"},"modified":"2022-07-09T06:06:26","modified_gmt":"2022-07-09T06:06:26","slug":"la-primavera-di-zagabria-il-mio-nuovo-libro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/?p=6047","title":{"rendered":"La primavera di Zagabria, il mio nuovo libro"},"content":{"rendered":"\n<p>Esce nei prossimi giorni la mia ultima fatica, <em>La primavera di Zagabria<\/em>, libro edito dalla Luglio Editore di Trieste. Si tratta di un romanzo storico che racconta un fatto poco noto in Occidente, ovvero il movimento denominato <em>primavera croata<\/em> che, sull\u2019onda di quello di Praga, chiedeva pi\u00f9 democrazia e meno potere centrale nella Jugoslavia del 1971. La repressione fu dura: l\u2019intera classe politica riformista croata decapitata, chiuse associazioni e giornali, carcere duro per molti intellettuali e tanti studenti. Il potere che alla fine degli anni \u201960 aveva mostrato maggiori aperture alle nuove idee liberali e filoccidentali della societ\u00e0 \u2013 o per meglio dire della sua classe pi\u00f9 abbiente \u2013 con una riforma del sistema economico e una certa parziale libert\u00e0 di stampa, represse brutalmente il movimento croato e fece un balzo all\u2019indietro di decenni nella negazione dei diritti umani. Infatti era dai tempi delle persecuzioni dell\u2019OZNA, con migliaia di arresti arbitrari, che non si vedeva una tale repressione reazionaria. Artefice di tutto era Tito, il cui potere non fu mai scalfitto da nessun movimento, e gli esecutori materiali gli uomini della sua portentosa macchina poliziesca che si affidava ad una vasta rete di delatori. La piazza della primavera di Zagabria vedeva riuniti gli studenti accanto agli operai, i poliziotti accanto agli intellettuali, i pensionati vicino agli impiegati ministeriali, tutti intenti ad ascoltare la voce della donna che sfidava la monumentalit\u00e0 jugoslava voluta da Tito: Savka Dab\u010devi\u0107. Quando, per\u00f2, la piazza chiese democrazia e indipendenza \u2013 di fatto lo smembramento della Jugoslavia \u2013 la segretaria del partito comunista croato rispose: <em>&#8220;S\u00ec, l\u2019indipendenza, ma all\u2019interno della Jugoslavia socialista.\u201d <\/em>Fu allora che si form\u00f2 una frattura tra i politici riformisti che non potevano e non volevano demolire la Jugoslavia e il popolo stanco e desideroso di farla finita. Il movimento diviso in tre filoni era composito, poich\u00e9 lo componevano i critici all\u2019interno del partito, l\u2019organizzazione degli intellettuali e gli studenti universitari. Furono questi ultimi a servire il pretesto a Tito per scatenare la repressione: occuparono l\u2019universit\u00e0 di Zagabria come videro fare ai loro colleghi in giro per l\u2019Europa e negli Stati Uniti. In una fredda giornata di dicembre, nella maestosa residenza di caccia confiscata alla famiglia reale serba vicino a Belgrado, il Maresciallo padrone del paese obblig\u00f2 i \u201criformisti\u201d ad accettare la sua purga e abbandonare il movimento studentesco. Gli arresti furono migliaia, gli espulsi dal partito decine di migliaia e la parziale libert\u00e0 di stampa and\u00f2 a farsi benedire. Il mondo occidentale, maestro indiscusso di ipocrisia, finse di non vedere ci\u00f2 che stava avvenendo, tanta era l\u2019ammirazione per Tito che combatt\u00e9 il nazifascismo, ruppe con Stalin e nella sua maturit\u00e0 apr\u00ec le lussuose magioni al jet set internazionale. In Croazia fu imposto il \u201csilenzio\u201d: nessuno doveva pi\u00f9 parlare del movimento o rivendicarne le richieste. Si finiva in galera per anni e nessuna organizzazione per i diritti umani poteva fare granch\u00e9.<\/p>\n\n\n\n<p>Seppi una parte di questa storia alle superiori, nel 1989, quando un\u2019allora studentessa dell\u2019universit\u00e0 di Zagabria ne parl\u00f2 in classe: era la professoressa di lingua e letteratura croata. Per scrivere il libro, le tristi vicende di quel periodo, ho visionato ore e ore di filmati, ascoltato molte interviste e letto decine di articoli di giornali. Ovviamente tutto in lingua croata, poich\u00e9 di questi eventi il ridente mondo occidentale non ne parla neanche adesso, dopo pi\u00f9 di cinquant\u2019anni. Di sicuro c\u2019entra l\u2019arroganza di un mondo che si sente superiore ad un altro, specie se l\u2019altro ha tradito la visione veterocomunista che anima gli ambienti intellettuali dalle nostre parti. Poi, per\u00f2, credo ci sia anche un certo pudore che hanno persino gli spudorati, insomma coloro che per i funerali del Maresciallo si asciugavano le lacrime e vedevano nella Jugoslavia una nazione comunista non violenta. Gli oppositori di Tito non furono ammazzati crivellati di colpi, come avrebbero fatto gli uomini della vecchia Udba o del KGB, furono invece imprigionati in carceri spaventose, assieme ai criminali pi\u00f9 violenti, e lasciati l\u00ec a marcire per anni. Era, quindi, molto comodo far finta che non fosse accaduto niente, realizzare l\u2019ennesimo film hollywoodiano sull\u2019eroe jugoslavo e firmare accordi con un paese del socialismo reale aperto ai capitali occidentali.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/La-primavera.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"634\" height=\"992\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/La-primavera.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6049\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/La-primavera.jpg 634w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/La-primavera-192x300.jpg 192w\" sizes=\"(max-width: 634px) 100vw, 634px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il libro che ho scritto non \u00e8 per\u00f2 un\u2019opera di saggistica ma un romanzo. Ci sono due personaggi immaginari che conducono il lettore in questo viaggio, in un gioco di specchi che riflette in loro le vite dei personaggi veri. Un maturo professore di storia intraprende un viaggio verso Zagabria e nella sua memoria, negli anni dei limiti della pandemia e della crisi economica, cercando se stesso e una verit\u00e0 dura da accettare. La ragazza che aveva tanto amato in quella fatale primavera \u00e8 morta lasciando scritte le sue memorie, invocandolo tra una frase e l\u2019altra. Sar\u00e0 un viaggio fatto di flash back, di angosciosi ricordi ma anche di sentimenti e di rimpianti. <em>La Primavera di Zagabria<\/em> \u00e8 un libro che dovevo alla memoria, alla storia, ai protagonisti che hanno pagato cara la loro richiesta di libert\u00e0, visti dal mio piccolo osservatorio personale che cerca di capire gli eventi del passato analizzando la vita reale dei suoi protagonisti. Un degno seguito del fortunato <em>L\u2019Abisso socialista<\/em> che si concluder\u00e0 in futuro con l\u2019ultimo della trilogia.<\/p>\n\n\n\n<p>La presentazione de <em>La primavera di Zagabria<\/em> si terr\u00e0 gioved\u00ec 7 luglio alle 18.00 presso la sede della Lega Nazionale di Trieste, in via Donota 2. L\u2019introduzione sar\u00e0 a cura dell\u2019avv. Paolo Sardos Albertini e il contesto storico a cura del prof. Diego Redivo. Sar\u00f2 presente all\u2019evento per incontrare i lettori.<\/p>\n ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esce nei prossimi giorni la mia ultima fatica, La primavera di Zagabria, libro edito dalla Luglio Editore di Trieste. 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