{"id":5761,"date":"2021-12-08T13:58:23","date_gmt":"2021-12-08T13:58:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/?p=5761"},"modified":"2021-12-08T14:01:30","modified_gmt":"2021-12-08T14:01:30","slug":"storia-del-presepe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/?p=5761","title":{"rendered":"Storia del presepe"},"content":{"rendered":"\n<p><em>\u201cMaria peperit filium suum primogenitum, et pannis eum involvit, et reclinavit eum in praesepio: quia non erat eis locus in diversorio.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em>Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perch\u00e9 non c\u2019era posto per loro nell\u2019albergo.<\/em><strong><em><\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il simbolo del Natale, la preziosa simbologia della nascita divina \u00e8 sicuramente il presepe, custodito in molte case e presente nella nostra societ\u00e0 da prima che vi giungesse il nordico albero di Natale. San Francesco d\u2019Assisi nel 1223 di ritorno dalla Terra Santa, immediatamente dopo l\u2019approvazione della Regola dei frati Minori, si rec\u00f2 all\u2019eremo di Greccio dove desiderava celebrare il Natale; il luogo gli sembr\u00f2 molto simile a Betlemme, cos\u00ec pose un altare sopra una mangiatoia (dal latino\u00a0<em>praesepium<\/em>\u00a0o\u00a0<em>praesepe<\/em>\u00a0\u201cgreppia, mangiatoia\u201d),\u00a0fece portare della paglia, un asino e un bue, e celebr\u00f2 l\u2019Eucarestia. Tommaso da Celano, cronista della vita di San Francesco, descrive cos\u00ec la scena nella prima Vita: <em>&#8220;Si dispone la greppia, si porta il fieno, sono menati il bue e l\u2019asino. Si onora ivi la semplicit\u00e0, si esalta la povert\u00e0, si loda l\u2019umilt\u00e0 e Greccio si trasforma quasi in una nuova Betlemme\u201d.<\/em><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-stridone.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"619\" height=\"422\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-stridone.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5763\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-stridone.jpg 619w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-stridone-300x205.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 619px) 100vw, 619px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Dopo la canonizzazione del Santo, questo fatto divenne noto e molte persone vollero replicarlo dando vita alla lunga tradizione del presepe, con statue, ambientazioni con movimenti meccanici, e dal Medioevo a rappresentazioni viventi. Il presepe \u00e8 ricco di simboli, ritroviamo i Vangeli di Matteo e Luca che datano la nascita di Ges\u00f9 al tempo di re Erode nella piccola Betlemme, gi\u00e0 conosciuta per aver dato i natali a re Davide. Nei passi troviamo la mangiatoia, l\u2019adorazione dei pastori, la presenza degli angeli in cielo e dei Magi. Si utilizzarono anche i Vangeli apocrifi, che indicano il numero e i nomi dei Magi, e anche il protovangelo di Giacomo che nomina il bue e l\u2019asinello, oltre ad elementi dell\u2019iconografia cristiana: il manto azzurro di Maria simbolo del cielo e il manto dai toni pacati di Giuseppe, rappresentante l\u2019umilt\u00e0. La tradizione part\u00ec con le rappresentazioni pittoriche, di cui la pi\u00f9 antica, dipinta da un ignoto artista del III secolo, si trova presso le Catacombe di Priscilla a Roma e raffigura Maria con Ges\u00f9 Bambino. I celebri dipinti della pittura italiana quattrocentesca omaggiano questo evento con il talento di Botticelli, Piero della Francesca e Giotto che si ispir\u00f2 ad uno scritto di Bonaventura per affrescare la Basilica superiore di Assisi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-di-campagna.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"627\" height=\"418\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-di-campagna.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5764\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-di-campagna.jpg 627w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-di-campagna-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><em>\u201cI frati si radunano, la popolazione accorre; il bosco risuona di voci, e quella venerabile notte diventa splendente di luci, solenne e sonora di laudi armoniose. L\u2019uomo di Dio [Francesco] stava davanti alla mangiatoia, pieno di piet\u00e0, bagnato di lacrime, traboccante di gioia, Il rito solenne della messa viene celebrato sopra alla mangiatoia e Francesco canta il Santo Vangelo. Poi predica al popolo che lo circonda e parla della nascita del re povero che egli [\u2026] chiama \u201cil bimbo di Betlemme\u201d. Un cavaliere virtuoso e sincero, che aveva lasciato la milizia e si era legato di grande familiarit\u00e0 all\u2019uomo di Dio, messer Giovanni di Greccio, afferm\u00f2 di avere veduto, dentro la mangiatoia, un bellissimo bimbo addormentato che il beato Francesco, stringendolo con ambedue le braccia, sembrava destare dal sonno.\u201d<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Bonaventura, Legenda maior, XX<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Dopodich\u00e9 si cominci\u00f2 a rappresentare la Nativit\u00e0 con delle statuine poste in ambientazioni naturali, soprattutto nelle chiese dell\u2019Italia centrale, giungendo al Regno di Napoli nel XVI secolo. Durante il Concilio di Trento (1545 &#8211; 1563), il papa invit\u00f2 a realizzare il presepe nelle case, con piccole statuine e cappelle in miniatura, quale simbolo della fede da trasmettere. Fu cos\u00ec che, col passare del tempo, nacquero le grandi tradizioni artistiche: il presepe napoletano con statue di terracotta lavorate a mano e tessuti preziosi \u2013 i nobili del tempo dedicarono intere stanze ai presepi e impreziosirono le statue di tessuti pregiati e veri gioielli \u2013 i cui personaggi col tempo divennero artigiani, commercianti, personaggi influenti; il presepe bolognese in cui i personaggi in terracotta, cartapesta, legno o gesso sono scolpiti per intero, abiti compresi; il presepe genovese in legno, ceramica o carta, ambientato tra i vicoli del centro urbano in cui sono poste le statuine. L\u2019arte del presepe visse il suo periodo aureo nel XVIII secolo, quando si ampli\u00f2 e complet\u00f2 la storia del Natale con episodi, sia nei presepi delle chiese e dei castelli, sia nelle abitazioni della gente comune. Erano, tuttavia, oggetti di pregio e non entrarono nelle case del popolo se non fino a due secoli fa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Nativita-classica.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"473\" height=\"553\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Nativita-classica.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5765\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Nativita-classica.jpg 473w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Nativita-classica-257x300.jpg 257w\" sizes=\"(max-width: 473px) 100vw, 473px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Approfondendo il discorso sul presepe napoletano, scopriamo che, secondo la tradizione, San Gaetano da Thiene, ben trecento anni dopo San Francesco di Assisi, ha dato i natali al moderno presepe. Le figure in legno che lo popolavano prendevano spunto da persone reali che si vedevano in giro per la citt\u00e0; e cos\u00ec, come accennato sopra, il pastorello, lo zampognaro e la lavandaia incominciarono a popolare il presepe. Gaetano da Thiene nacque a Vicenza nel 1480 da una nobile famiglia; studi\u00f2 a Padova materie giuridiche ma alla fine prefer\u00ec consacrare la vita a Dio. Per un periodo fu segretario particolare di papa Giulio II, poi, nel 1523 assieme ad altri religiosi chiese l\u2019autorizzazione a fondare la Congregazione dei Chierici Regolari, detti Teatini. Durante il feroce Sacco di Roma (1527) da parte dei Lanzichenecchi, San Gaetano, come tanti altri religiosi, fu imprigionato e brutalmente torturato. Arriv\u00f2 a Napoli nel 1533 con l\u2019incarico di fondare una nuova sede della sua congregazione. L\u2019ordine dei Teatini prese possesso della basilica di San Paolo Maggiore, nel centro antico di Napoli, grazie alla concessione del vicer\u00e9 Pedro de Toledo. Gaetano da Thiene potenzi\u00f2 gli ospedali, fond\u00f2 ospizi per gli anziani e si oppose strenuamente all\u2019Inquisizione spagnola. Mor\u00ec nel 1547 e fu beatificato e poi canonizzato. In un testo del Settecento intitolato <em>Vita di San Gaetano Tiene patriarca de\u2019 Chierici Regolari<\/em>, si riporta che il Santo realizz\u00f2 nell\u2019Oratorio di Santa Maria della Stalletta \u2013 chiamata cos\u00ec perch\u00e9 era stata ricavata da una stalla \u2013 un presepe con figure in legno abbigliate secondo la foggia del tempo. La Madonna gli era apparsa nel sonno e gli aveva concesso il privilegio di tenere Ges\u00f9 Bambino tra le braccia. Il merito di San Gaetano fu quello di arricchire la rappresentazione della Nativit\u00e0 con personaggi che appartenevano al mondo antico e all\u2019epoca contemporanea, senza cadere in possibili anacronismi. In tal modo, il Santo diede vita a quella che sarebbe rimasta una delle principali caratteristiche del presepe: la sua atemporalit\u00e0. Per merito di San Gaetano i presepi diventarono lo specchio della cultura che li produceva, poich\u00e9 riflettevano la societ\u00e0 del tempo e si facevano portavoce degli aspetti pi\u00f9 vivaci della realt\u00e0 quotidiana, come testimoniano da anni le produzioni artigianali delle botteghe di via San Gregorio Armeno a Napoli, che affiancano ai pastori della tradizione personaggi noti della societ\u00e0 contemporanea.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-napoletano.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"572\" height=\"457\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-napoletano.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5766\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-napoletano.jpg 572w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-napoletano-300x240.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 572px) 100vw, 572px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Quando penso e scrivo di questi temi, non posso non ricordare l\u2019importanza del presepe nella mia vita. Come ho gi\u00e0 scritto pi\u00f9 volte, nella mia infanzia e adolescenza il Natale era soltanto una festa familiare, privata, a livello pubblico non esisteva. Si andava a scuola, si faceva l\u2019albero di Capodanno il 26 dicembre e Babbo Natale era <em>Dijeda Mraz<\/em>, nonno gelo. Fare il presepe a casa diventava un atto rivoluzionario oltre che un atto di fede, rivestiva un\u2019importanza enorme di unit\u00e0 familiare e della comunit\u00e0. Il prete veniva a benedire le case il giorno della Vigilia e noi eravamo gli ultimi che lo accoglievano \u2013 essendo alla fine dell\u2019abitato \u2013 con un buon caff\u00e8 e della grappa distillata di straforo. Don Lino diceva che nella nostra umile casa si respirava il vero significato del Natale, col presepe in stile mediorientale ricco di figure, palmette e luci, e l\u2019albero che profumava di resina, di pigne colorate, di festa. C\u2019era il muschio fresco che copriva la superficie della vetrinetta dove mia mamma poneva la grande capanna, col tetto ricoperto di edera, e posizionava le statuine intorno alla Sacra Famiglia. Nel 1982 il papa che tutti noi abbiamo sempre amato, Giovanni Paolo II, decise di allestire un presepe in Piazza San Pietro durante il periodo natalizio; ci sembr\u00f2 un immenso regalo, un dono del Santo Padre ai tanti fedeli europei che ne venivano privati.<strong> <\/strong><\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-default\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-dettagli.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"627\" height=\"418\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-dettagli.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5767\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-dettagli.jpg 627w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/presepe-dettagli-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Poi sono passati gli anni e anche i decenni, tutte quelle emozioni meravigliose si sono assopite. La realt\u00e0 odierna \u00e8 fatta di vuoto pneumatico, direbbero gli antichi, e tutte le nostre lontane tradizioni hanno perso di significato, fino ad essere messe in discussione dal potere politico che decide in modo sempre pi\u00f9 autoritario il nostro stile di vita, volendosi insinuare anche nel nostro pensiero. Sono un osso duro, lo sono sempre stata, e queste forme di indottrinamento del pensiero unico e di distruzione della storia che giungono da oltre oceano (chiss\u00e0 perch\u00e9 dobbiamo copiare tutte le cretinate che fanno gli americani\u2026) non mi toccano per niente. Il vecchio presepe si trova a casa dei miei nipoti, mentre il mio, un meraviglioso esempio di artigianato napoletano, lo custodisco in Istria. Nella mia casa triestina ho scelto di tenere tante Nativit\u00e0, da quella classica con la capanna tradizionale ad una versione in arte povera fatta coi tronchetti di legno e le pigne, fino al modello Thun. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Nativita-arte-povera.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"627\" height=\"417\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Nativita-arte-povera.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5768\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Nativita-arte-povera.jpg 627w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Nativita-arte-povera-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tutto racconta la nascita di Cristo, ogni luce che illumina la mia casa richiama l\u2019ideale di San Francesco. Per quanto io sia legata ai miti pagani, per quanto ricerchi le connessioni tra il nostro mondo e il loro, sono una cristiana cattolica che ama il presepe e la sua storia. Nel giorno dell\u2019Immacolata auguro ai miei lettori case festose, presepi stupendi e tanta serenit\u00e0.<\/p>\n ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMaria peperit filium suum primogenitum, et pannis eum involvit, et reclinavit eum in praesepio: quia non erat eis locus in diversorio.\u201d Maria diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perch\u00e9 non c\u2019era posto per loro nell\u2019albergo. 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