{"id":5744,"date":"2021-12-06T13:26:20","date_gmt":"2021-12-06T13:26:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/?p=5744"},"modified":"2021-12-06T13:26:22","modified_gmt":"2021-12-06T13:26:22","slug":"san-nicolo-a-trieste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/?p=5744","title":{"rendered":"San Nicol\u00f2 a Trieste"},"content":{"rendered":"\n<p>Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre i bambini di Trieste attendono San Nicol\u00f2 come negli altri luoghi del mondo occidentale e cristiano si attende Babbo Natale. Per meglio dire, questa era un tempo la tradizione, ora in parte pare sia stata messa in discussione dall\u2019ateismo negazionista che vorrebbe impedirci di dire \u201cBuon Natale\u201d. Questa forma di ottuso ateismo, per altro, si riverbera in ogni aspetto della quotidianit\u00e0, tanto che non \u00e8 facile trovare nella grande distribuzione il classico San Nicol\u00f2 di cioccolato da regalare ai bambini, soppiantato dalla renna o dai pupazzi di neve neutri e \u201cpoliticamente corretti\u201d che tanto sembrano piacere a Bruxelles. Anche per questo vi voglio condurre nella magia di questa tradizione cos\u00ec cara pure a noi istriani, passando per il mito e la leggenda, tenendo sempre presente che stiamo parlando di un santo cristiano. In particolare, desidero trasportavi nel passato di Trieste, quando la fiera di San Nicol\u00f2 rappresentava un momento di gioia e letizia popolare. Inizio per\u00f2 con un po\u2019 di storia, per poter inquadrare i periodi del culto. San Nicol\u00f2 \u00e8 San Nicola, vescovo di Myra che risposa a Bari.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dicembre-a-Trieste.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"627\" height=\"418\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dicembre-a-Trieste.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5746\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dicembre-a-Trieste.jpg 627w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dicembre-a-Trieste-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>San Nicola nacque probabilmente a Patara, citt\u00e0 greca della Licia (nell\u2019attuale Turchia) intorno al 270 dopo Cristo. Lasci\u00f2 in seguito la sua citt\u00e0 natale e si trasfer\u00ec a Myra (l\u2019attuale Demre) al tempo nell\u2019Impero bizantino, dove fu ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo della citt\u00e0, fu acclamato dal popolo e divenne lui il nuovo vescovo. Perseguitato da Diocleziano e imprigionato, fu successivamente liberato da Costantino e, dopo la liberazione, riprese la sua missione apostolica. Non \u00e8 certa la partecipazione del santo al Concilio di Nicea (325 d.C.), dove avrebbe condannato l\u2019Arianesimo prendendo a schiaffi lo stesso Ario; tuttavia, nota \u00e8 la sua difesa dell\u2019ortodossia cattolica. Ottenne aiuti per la citt\u00e0 di Myra durante i momenti di carestia e anche la riduzione delle imposte dall\u2019imperatore. Secondo la leggenda mor\u00ec a Myra il 6 dicembre del 343 d.C., e le sue reliquie furono venerate nella cattedrale della citt\u00e0 fino al 1087, quando durante l\u2019assedio da parte dei musulmani, Venezia e Bari si contesero le reliquie del santo per portarle nel mondo cristiano. Bari allora organizz\u00f2 una spedizione di sessantadue marinai che riuscirono a sottrarre le ossa del santo e le portarono nella loro citt\u00e0 il 9 maggio 1087. Furono deposte nella cripta della basilica di San Nicola non ancora ultimata e successivamente papa Urbano II presiedette la cerimonia che consacr\u00f2 San Nicola santo di Bari. Pi\u00f9 probabile che le reliquie furono trasportate a Bari da marinai greci nel periodo delle Crociate. Dalla citt\u00e0 del profondo sud italiano la figura del santo ha viaggiato e varcato i confini, attraversato montagne e affascinato i popoli germanici che ne hanno riportato la loro versione anche a Trieste, dove al tempo del porto franco la comunit\u00e0 greca venerava il santo tanto da dedicargli la chiesa di culto.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/luci-del-centro.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"626\" height=\"418\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/luci-del-centro.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5747\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/luci-del-centro.jpg 626w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/luci-del-centro-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 626px) 100vw, 626px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Ed eccoci alla storia di San Nicol\u00f2 a Trieste, vissuta dai bambini del popolo e celebrata nella famosa fiera. Inizialmente due furono le principali fiere popolari della vecchia Trieste: la fiera di San Michele (29 settembre), che durava per pi\u00f9 di una settimana e si teneva in via Carducci (antica Contrada del Torrente), e la fiera di San Nicol\u00f2 (6 dicembre) che rallegrava per tre giorni i severi palazzi di via Mazzini (via Nuova). La fiera di San Michele si mantenne fino alla fine dell\u2019800 e poi scomparve, quella di San Nicol\u00f2, trasferita in altre contrade, dura ancora, resistendo al tempo, ai \u201criformatori\u201d e anche alla pandemia. Narra la leggenda popolare di come il santo di Patara scenda dal cielo nella notte tra il 5 e il 6 dicembre per portare doni ai bambini buoni. A seconda delle varianti, San Nicol\u00f2 porta i regali in un capace sacco portato sulle spalle e nel suo faticoso percorso \u00e8 aiutato dagli angeli, oppure \u00e8 seguito da un asinello con le bisacce cariche di giocattoli, frutta e dolci.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/via-mazzini-trieste.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"418\" height=\"627\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/via-mazzini-trieste.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5748\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/via-mazzini-trieste.jpg 418w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/via-mazzini-trieste-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 418px) 100vw, 418px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nelle raffigurazioni del santo e nelle riproduzioni colorate in zucchero o in cartone, che si vedevano nelle fiere di un tempo, San Nicol\u00f2 era rappresentato vestito da un manto rosso, la testa coperta dalla mitra dorata (copricapo bicuspidale), il pastorale nella mano destra e un libro nella sinistra con sopra quattro mele disposte a piramide: simbolo dei doni destinati agli scolari. Nei racconti e nelle illustrazioni per bambini, il santo dalla lunga barba candida aveva il cappuccio, incedeva lento nella notte \u2013 seguito dall\u2019asinello \u2013 sotto il nevischio spinto da gelido vento, per le strade bianche di neve. A rendere pi\u00f9 familiare questa visione nordica del santo concorsero certamente i libri e le stampe del mondo tedesco al tempo dell\u2019Austria. All\u2019epoca per\u00f2 anche a Trieste e in Istria a dicembre si era in pieno inverno e quindi la rappresentazione appariva calzante. Infatti, dicembre era detto: <em>\u201cde neve, fredo, scuro e brontolon\u201d, \u201cde rosade o suto\u201d<\/em> e solo raramente <em>\u201cvariabile e bel\u201d<\/em>. A quei tempi, specialmente le classi lavoratrici, non erano molto avvezze in doni ai ragazzi, i soldi erano pochi ma per fortuna lo erano anche i desideri, cos\u00ec la festa di San Nicol\u00f2 era attesa con molta impazienza e la fiera alla sua vigilia donava alla citt\u00e0 un\u2019atmosfera di lieta gioiosit\u00e0. Sia a Trieste che in Istria, ma anche in Friuli, Veneto e altre regioni, popolare era il detto: \u201c<em>San Nicol\u00f2 di Bari, la festa dei scolari<\/em>\u201d. Alcune settimane prima della festa i bambini iniziavano a chiedere se avrebbero ricevuto i loro doni preferiti, cos\u00ec si consigliava di scrivere una letterina al santo con l\u2019elenco dei regali. La lettera veniva posta sul davanzale della finestra la sera della vigilia di San Nicol\u00f2, assieme ai piatti e alle tazze per i doni e anche alle scarpe lucide, per dimostrare che si \u00e8 stati bravi. Nel sobborgo di San Luigi, i bambini si recavano davanti alla statua di un guerriero che ornava la porta di una villa e credendola la raffigurazione del santo, esprimevano ad alta voce i loro desideri. Erano, invero, desideri semplici, come modesta era la vita di allora: <em>\u201cSan Nicol\u00f2, a mi portime un cavalin\u201d, \u201ca mi una trombetta\u201d, \u201ca mi una pupa\u201d.<\/em> La fiera aveva inizio qualche giorno prima del 6 dicembre e si teneva lungo la via Nuova o Nova, nel tratto che va dalla vecchia piazza della Legna (piazza Goldoni) a piazza Gadola (poi piazza Nuova, piazza Mazzini e oggi piazza della Repubblica), estendendosi nelle vie laterali (via San Lazzaro, piazza San Giovanni, via Santa Caterina). Il tratto di via Nuova, in cui si teneva la fiera, era fiancheggiato da botteghe piuttosto modeste di terraglie, impagliatori, stoffe, piccoli bazar. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/luci-e-botteghe.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"627\" height=\"418\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/luci-e-botteghe.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5750\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/luci-e-botteghe.jpg 627w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/luci-e-botteghe-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>C\u2019erano pure negozietti di sarte che confezionavano vestiti di poco prezzo per il popolo e per la gente di campagna. Nella piazza Gadola si teneva anche un mercatino giornaliero; in grandi ceste erano esposte pezze di stoffa, calze, ricami, calzature ordinarie e altri prodotti per il popolo. I ricami e le calze venivano lavorati sul posto dalle popolane che li vendevano ai clienti.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dettaglio-addobbi.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"417\" height=\"627\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dettaglio-addobbi.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5749\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dettaglio-addobbi.jpg 417w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dettaglio-addobbi-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 417px) 100vw, 417px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In questa cornice di vecchia provincia si teneva la fiera di San Nicol\u00f2, animata da venditori occasionali e ambulanti che piantavano ai lati della strada le loro bancarelle piuttosto grezze, zeppe di ogni sorta di mercanzie: giocattoli economici di latta o legno \u2013 molti fabbricati in casa \u2013 piccole bambole o pupe di pezza, trombette di latta, tamburi, <em>subioti<\/em> (fischietti), fucili e spade, elmi di cartone e poi tanti dolci, arance, mele e frutta secca. Numerosi erano i <em>San Nicol\u00f2<\/em> di zucchero o di cartone e tante altre figure, e dolcetti di ogni tipo. Accanto ai doni c\u2019erano pure la bacchette, <em>sibe<\/em>, o fruste, <em>scurie<\/em> per i bambini cattivi.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Addobbi-piazza-unita.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"418\" height=\"627\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Addobbi-piazza-unita.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5751\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Addobbi-piazza-unita.jpg 418w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Addobbi-piazza-unita-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 418px) 100vw, 418px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La sera della vigilia di San Nicol\u00f2 tutta la citt\u00e0 si animava e diventava festosa e i negozi di giocattoli, le pasticcerie e le baracche di frutta e verdura erano dedicati alla festivit\u00e0. Alla luce delle candele e delle lampade a gas che illuminavano la fiera, in mezzo all\u2019allegria e al brusio, al grido dei venditori, la gente del popolo faceva gli ultimi acquisti. Tornati a casa, i bambini ponevano i piatti sul davanzale e andavano a dormire, con la raccomandazione dei genitori <em>de tegnir ben seradi i oci e de dormir presto, perch\u00e9 se n\u00f2 San Nicol\u00f2 non ve porta gnente.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/case-del-passato.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"615\" height=\"426\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/case-del-passato.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5752\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/case-del-passato.jpg 615w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/case-del-passato-300x208.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 615px) 100vw, 615px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dolci.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"627\" height=\"417\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dolci.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5753\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dolci.jpg 627w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/dolci-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Di prima mattina, per strada, le trombette e i fischietti annunciavano il passaggio di San Nicol\u00f2 che aveva lasciato i doni. Dopo la Prima guerra mondiale e l\u2019avvento dell\u2019Italia, la fiera riprese nel 1923 ma fu trasportata in viale XX Settembre (viale dell\u2019Acquedotto). La fiera gi\u00e0 allora partiva dai Portici di Chiozza fino al Politeama Rossetti, per\u00f2 appariva orfana di quella spensieratezza e festosit\u00e0 che l\u2019aveva caratterizzata in passato. Alla fiera iniziarono a partecipare gli ambulanti di varie regioni e sulle bancarelle illuminate dalla luce elettrica si trovavano prodotti dell\u2019artigianato fiorentino, guanti e cravatte, vetri di Murano e libri nuovi o usati. I giocattoli non la facevano pi\u00f9 da padroni e la festa del fanciullo divent\u00f2 quella dell\u2019adulto che cercava l\u2019occasione o il prodotto insolito. L\u2019Italia cerc\u00f2 in qualche modo di estirpare la tradizione di San Nicol\u00f2, ritenuta troppo nordica e \u201ctedesca\u201d e prov\u00f2 a sostituirla con la Befana, celebrata in tutta Italia, ritenuta pi\u00f9 rispondente rispetto al vescovo di Myra. Ma la tradizione triestina resistette e rimase fedele al suo vecchio santo. La Befana divenne una celebrazione ufficiale e non trov\u00f2 nessun eco nel popolo. Lo stesso discorso vale anche per l\u2019Istria, dove la festa di San Nicol\u00f2 era ugualmente sentita. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/capodistria-porta.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"605\" height=\"432\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/capodistria-porta.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5754\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/capodistria-porta.jpg 605w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/capodistria-porta-300x214.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 605px) 100vw, 605px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/capodistria-campanile.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"418\" height=\"627\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/capodistria-campanile.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5755\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/capodistria-campanile.jpg 418w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/capodistria-campanile-200x300.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 418px) 100vw, 418px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>A Capodistria, a Montona, a Pinguente, a Pisino, a Dignano un familiare si travestiva da San Nicol\u00f2 e coperto dal manto rosso, la mitra sul capo e il sacco sulle spalle, si presentava ai bambini che lo attendevano. Prima di spartire i doni faceva recitare ai bimbi qualche preghiera e si faceva promettere che sarebbero stati buoni e ubbidienti. Anche gli sloveni della Carniola e del Carso veneravano San Nicol\u00f2 \u2013 <em>Sveti Miklauz<\/em> \u2013 che portava doni. La sera del 5 dicembre un uomo vestito di una lunga veste bianca, con la mitra dorata sul capo, montato su un cavallo bianco, andava in giro per i borghi e i villaggi a distribuire doni; i bambini si inginocchiavano e pregavano ed egli offriva mele, pere, noci e altra frutta. Il santo, come nei paesi nordici, era accompagnato da un servo, il <em>parkelj<\/em>. Pagana e a tratti inquietante la celebrazione in Carnia legata ai <em>Krampus<\/em>, i diavoli o fauni che furono battuti da San Nicol\u00f2. Il rituale si tiene il 5 dicembre e celebra il santo di Myra, intrecciandosi con reminiscenze pagane, e coinvolge la Carnia (in particolare il tarvisiano), l\u2019Alto Adige, la Baviera e il Tirolo. Il travestimento dei krampus \u00e8 di uomini caproni che spaventano i bambini e prendono i giovani ragazzi a colpi di pertica sulle gambe. Le maschere simboleggiano i demoni, le vesti lacere e consunte; in testa portano vistose corna e palesano il loro arrivo con il molesto rumore dei campanacci e grida animalesche. La tradizione pare legata al solstizio d\u2019inverno ed \u00e8 di grande impatto folcloristico. A Tarvisio il krampus bianco giunge in piazza, si inchina a San Nicol\u00f2 e si allontana in assoluto silenzio. In pratica la vittoria del cristianesimo sulle antiche religioni pagane ma anche un amalgama di usi e costumi che si lega alla particolarit\u00e0 culturale del nostro territorio.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Albero-piazza-S.-Antonio.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"431\" height=\"579\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Albero-piazza-S.-Antonio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5756\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Albero-piazza-S.-Antonio.jpg 431w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Albero-piazza-S.-Antonio-223x300.jpg 223w\" sizes=\"(max-width: 431px) 100vw, 431px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tornando al San Nicol\u00f2 triestino e alla sua fiera, con il passare degli anni e dei decenni, la ricorrenza si \u00e8 trasformata in un agglomerato di bancarelle con i prodotti pi\u00f9 disparati: dagli strofinacci \u201cmagici\u201d alle pentole inox, dalla biancheria prodotta in Asia a piccoli elettrodomestici che durano un anno al massimo, fino alla moda attuale dei prodotti enogastronomici da ogni zona d\u2019Italia. Molto o quasi tutto della magia passata si \u00e8 perso nell\u2019epoca dell\u2019acquisto compulsivo su internet, per\u00f2 noto in tanti che il desiderio di vedere e vivere i mercatini di una volta \u00e8 sempre pi\u00f9 vivo. Sar\u00e0 che oramai viviamo da reclusi o quasi e dobbiamo mostrare il codice QR anche per andare alla toilette, per\u00f2 mi sembra che il desiderio di riavere il San Nicol\u00f2 della nostra infanzia sia sempre pi\u00f9 un\u2019esigenza. L\u2019ateismo, il relativismo culturale, l\u2019individualismo che avvelena e imbestialisce l\u2019uomo sono minacce a tutto ci\u00f2 che c\u2019\u00e8 di sacro e spirituale nella nostra martoriata civilt\u00e0. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Tappeto-volante1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"634\" height=\"393\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Tappeto-volante1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5757\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Tappeto-volante1.jpg 634w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/Tappeto-volante1-300x186.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 634px) 100vw, 634px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nel mio piccolo ho voluto raccontarvi questa storia, farvi volare per un momento sulle ali dei vostri ricordi infantili e vi invito, a tal proposito, di esplorarli, di ricordare e di andare subito in una pasticceria, un negozietto di dolci, acquistare un San Nicol\u00f2 di cioccolato e metterlo sull\u2019albero di Natale. <\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image is-style-rounded\"><figure class=\"aligncenter size-full\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/San-Nicolo-sullalbero.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" width=\"384\" height=\"682\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/San-Nicolo-sullalbero.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-5758\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/San-Nicolo-sullalbero.jpg 384w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2021\/12\/San-Nicolo-sullalbero-169x300.jpg 169w\" sizes=\"(max-width: 384px) 100vw, 384px\" \/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Sar\u00e0 anche una piccola cosa, una goccia nell\u2019oceano del nulla imperante, ma ricordatevi, a lungo andare la goccia spacca la roccia. Buon San Nicol\u00f2 a tutti.<\/p>\n ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella notte tra il 5 e il 6 dicembre i bambini di Trieste attendono San Nicol\u00f2 come negli altri luoghi del mondo occidentale e cristiano si attende Babbo Natale. 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