{"id":1856,"date":"2018-09-11T09:28:12","date_gmt":"2018-09-11T09:28:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/?p=1856"},"modified":"2018-11-21T19:06:33","modified_gmt":"2018-11-21T19:06:33","slug":"red-land","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/?p=1856","title":{"rendered":"Red Land"},"content":{"rendered":"<div id=\"attachment_1857\" style=\"width: 995px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-land.jpg\"><img aria-describedby=\"caption-attachment-1857\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1857\" src=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-land.jpg\" alt=\"Red Land\" width=\"985\" height=\"493\" srcset=\"https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-land.jpg 985w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-land-300x150.jpg 300w, https:\/\/www.gabriellachmet.it\/gabriella\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/red-land-768x384.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 985px) 100vw, 985px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-1857\" class=\"wp-caption-text\">Red Land<\/p><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">La travagliata storia della pellicola \u201cRosso Istria \u2013 Red Land\u201d, la cui uscita era prevista per il 2017, presentata quest\u2019anno anche al Festival del cinema di Venezia, racconta per l\u2019ennesima volta la mancanza di democrazia e libert\u00e0 di espressione nel mondo artistico italiano. Red Land \u00e8 la storia del dramma istriano post 8 settembre 1943, quando l\u2019Armistizio scatena la prima ondata di violenze in Istria ad opera dei partigiani di Tito. Il film racconta il caos di quei giorni, la confusione e il terrore. Al centro della storia la tragica vicenda di Norma Cossetto, simbolo del martirio dei civili istriani. Norma era una ragazza di soli ventiquattro anni, laureanda all\u2019Universit\u00e0 di Padova con una tesi sulla nostra terra, intitolata \u201cIstria rossa\u201d. Infatti \u00e8 il colore della terra di Santa Domenica di Visinada dove la ragazza viveva e di molte zone dell\u2019Istria interna, ricche di bauxite. Il film \u00e8 diretto da Maximiliano Hernando Bruno alla sua prima prova di regista, prodotto dalla VeniceFilm s.r.l in collaborazione con l\u2019ANVGD, la Regione Veneto, la Commissione Film Treviso e il Fondo Regionale Cinema e Audiovisivo; sulla locandina compare anche il logo di Rai Cinema, non ho capito quale ruolo possa aver avuto. Tra gli interpreti spiccano nomi illustri del cinema internazionale, quali Franco Nero e Geraldine Chaplin, oltre a Sandra Ceccarelli, nota attrice italiana, e la giovane Selene Gandini che interpreta Norma Cossetto; l\u2019attrice ha dichiarato, sempre a Venezia ma nel 2015, di avere origini istriane da parte di una bisnonna e di sentirsi vicina alla storia. L\u2019uscita del film nelle sale \u00e8 prevista a novembre di quest\u2019anno, ad oltre un anno di distanza dal previsto. La storia tuttavia \u00e8 ancora pi\u00f9 complicata di cos\u00ec. L\u2019idea del film, nata nel 2015, vedeva alla regia Antonello Bellucco, gi\u00e0 regista di uno dei film pi\u00f9 boicottati della storia del cinema italiano: \u201cIl segreto di Italia\u201d, sulla strage compita dai partigiani italiani a Codevigo nel 1945. Una strage, questa, nota a tutti con documentazioni e testimonianze, che per\u00f2 viene costantemente messa in discussione in quanto verit\u00e0 storica scomoda, da bollarsi come mezza menzogna, nella migliore delle ipotesi. Bellucco ad un certo punto si tira fuori dal progetto di regia e compare solo come sceneggiatore. Lo scomodo Red Land \u00e8 stato fortemente voluto dal presidente dell\u2019Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia che l\u2019ha sostenuto anche finanziariamente con i fondi della legge 72\/2001, e non stento ad immaginare le enormi difficolt\u00e0 trovate durante il cammino. Difficolt\u00e0 che non sembrano finite, dato che del film fatto in modo professionale (molto diverso dal modesto sceneggiato \u201cIl cuore nel pozzo\u201d, almeno a giudicare dal trailer lungo), interpretato da grandi attori, girato tra il Veneto, Trieste e Grisignana, in Istria, presentato a Venezia, seppure per un pubblico ristretto di rappresentanti delle istituzioni e accreditati, i giornali nazionali non ne hanno parlato. Fatta eccezione per il Giornale e l\u2019Avvenire che dedicano spazio e approfondimento alla questione istriana trattata, per gli altri il film non esiste. La Rai ha mandato in onda un servizio di Mollica sabato scorso, in verit\u00e0 breve e fatto a \u201cdenti stretti\u201d. Di Red Land ne parla fortunatamente in modo approfondito Ilaria Rocchi su La Voce del popolo di Fiume, e anche Tv Capodistria che non ha schivato il tema. Questa \u00e8 la situazione della cultura in Italia, una condizione tragicamente illiberale che va ben oltre la freddezza e la resistenza che temo Red Land subir\u00e0 ancora. In questo Paese, occorre dirlo chiaramente, non esiste la libert\u00e0 di espressione e di pensiero quando si \u00e8 scrittori, attori, registi, creativi di tutti i generi e anche produttori, perch\u00e9 nemmeno il denaro si pu\u00f2 spendere come si vuole. I cittadini non devono sapere, non hanno il diritto di sentire voci discordanti dalla narrazione ufficiale, di cui la sinistra ha preso pieno potere e lo mantiene saldamente. No, non funziona come nelle autentiche dittature comuniste dove ti arrestavano \u2013 e ti arrestano, perch\u00e9 mica sono finite \u2013 facendoti fare una brutta fine; no, in Italia sono maggiormente subdoli ma non meno efficaci. Qui sei condannato all\u2019oblio, ti boicottano il lavoro, ti escludono dai loro circoli, dai festival, dai premi, dai mezzi d\u2019informazione, e cos\u00ec via. In Italia il premio Strega si d\u00e0 a \u201cLa ragazza con la Leica\u201d che tratta il \u201cnuovissimo\u201d tema della guerra civile spagnola (chiss\u00e0 perch\u00e9 quando riguarda Franco \u00e8 \u201cguerra civile\u201d e invece quando riguarda Castro \u00e8 \u201cRivoluzione\u201d con la erre maiuscola?); si fanno servizi dalla mattina alla sera, sui canali Rai pagati da tutti noi contribuenti, sul film riguardante il caso Cucchi, presentato a Venezia; si parla a profusione della pellicola sulla strage di Utoya in Norvegia, sempre al Festival di Venezia, come se in Europa negli ultimi anni fosse l\u2019unica strage alla quale abbiamo assistito. Ecco, questa \u00e8 la cultura in Italia: una gigantesca congrega di \u201ccompagni\u201d che si sentono moralmente e culturalmente superiori, convinti di possedere la somma Verit\u00e0, incapaci di ampliare anche minimamente il loro orizzonte mentale, brutali e vendicativi con chiunque non si adegui al credo da loro professato. Occuparsi di cultura in Italia \u00e8 dunque un puro atto di masochismo, in quanto le proprie attivit\u00e0 creative non emergeranno mai; oppure \u00e8 un atto di profondo servilismo e prostituzione ad un\u2019imposizione ideologica dalla quale \u00e8 vietato prescindere. Nonostante l\u2019amarezza e la certezza di vivere in un mondo cos\u00ec profondamente antidemocratico e ideologizzato, nonostante la convinzione che nulla cambier\u00e0 in futuro \u2013 i gangli del potere e del controllo in questo ambiente sono nelle mani della consorteria politica pi\u00f9 di sinistra che si possa immaginare \u2013 auguro a Red Land di essere una bandiera, un baluardo di libert\u00e0 per tutti noi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n ","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La travagliata storia della pellicola \u201cRosso Istria \u2013 Red Land\u201d, la cui uscita era prevista per il 2017, presentata quest\u2019anno anche al Festival del cinema di Venezia, racconta per l\u2019ennesima volta la mancanza di democrazia e libert\u00e0 di espressione nel mondo artistico italiano. 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